"Divieto di ferie" per la categoria

La ragioneria Generale dello Stato ha comunicato che non c'era la liquidità sufficiente per concedere 20 giorni di proroga per deficit di cassa, categoria costretta ad un tour de force nonostante le richieste di proroga

"Divieto di ferie" per la categoria

Dopo che abbiamo definito “inumano” il mese di novembre dello scorso anno per il numero di adempimenti e scadenze, il 2023, superata la boa di metà percorso, si presenta anche più impegnativo: sembra che alla categoria sia stato imposto il “divieto di ferie”. Infatti,  la Ragioneria Generale dello Stato ci ha comunicato che non vi era la liquidità sufficiente per concedere 20 giorni di proroga per deficit di cassa e malgrado in tante zone d’Italia l’allarme maltempo, l'emergenza  incendi, ha causato calamità naturali negli ultimi giorni di luglio con continui e prolungati black  out di energia elettrica,  collegamenti telefonici,  internet, la scadenza del 31 luglio non ha subito alcuna modifica. Il Consiglio Nazionale dei Commercialisti, noi presidenti territoriali, i nostri sindacati, hanno evidenziato in tutti i contesti istituzionali, nella stampa, nei social, nelle lettere aperte, questa condizione di difficoltà ma nulla si è mosso.

Solo un comunicato stampa del MEF che attesta: “A seguito delle difficoltà connesse con i versamenti tributari e contributivi in scadenza il prossimo 31 luglio, il governo, una volta definite con precisione le zone interessate dalle calamità, si farà carico delle esigenze di cittadini e di imprese danneggiate dagli eventi naturali eccezionali e imprevedibili che hanno colpito alcune zone d'Italia.” Quindi il MEF terrà conto dei contribuenti ed imprese colpiti dagli eventi calamitosi per una remissione in bonis (chi sa quando e chi sa come…..zone rosse, gialle, verdi…). Nessun problema: prendiamo atto della volontà di obbligarci a lavorare sabato, domenica, sette giorni su sette compreso il mese di agosto. Infatti malgrado la previsione contenuta nella riforma fiscale il presente mese di Agosto 2023 non presenta alcuna tregua. Stante che ormai usiamo solo termini anglosassoni non occorre che entri in vigore la riforma perché basterebbe una vera Compliance (deriva dall’inglese “to comply” accondiscendere, che è dal latino  complere «compiere») quindi basta farlo senza se e senza ma.

Segnalo da presidente dell’Ordine dei Commercialisti di Palermo che mi giungono mail di colleghi che evidenziano richieste documentali con appuntamenti per consegna degli stessi fissata addirittura per 11 Agosto: nessuna tregua. L’Agenzia della Riscossione sta notificando pignoramenti presso terzi per le cartelle notificate nel primo semestre  2023: ancora una volta nessuna tregua; il sistema bancario continua a richiedere le ricevute di trasmissione dei modelli Unici 2023 malgrado la scadenza è fissata per Novembre 2023: siamo senza tregua. Ancora una volta chiediamo scusa alla nostra clientela se comunichiamo i continui adempimenti in prossimità delle scadenze, ma ormai anche per pagare un semplice diritto camerale occorre un meccanismo di calcolo che deve tenere conto di un propedeutico adempimento IRAP (magari ancora da completare), per non parlare di tutti gli inutili balzelli che procediamo a compilare per pochi punti percentuali di gettito fiscale (imposta bollo fatture elettroniche, intrastat, fatture estere). Per una vera compliance abbiamo necessità di una vera e forte unità d’intenti in seno al sistema paese con le associazioni dei contribuenti, delle imprese, delle professioni, dei lavoratori, del mondo accademico, etc. che ripongano il rispetto dei “contribuente/impresa” al centro del sistema, percorso che la riforma può attuare solo se superiamo tutti insieme gli antichi e complessi steccati della burocrazia italiana.

Nelle more: nessun problema; ancora una volta i commercialisti Italiani non andranno in ferie e continueranno la loro antica missione a servizio dei clienti e del sistema paese. Auguriamo buone ferie al sistema paese e noi, come durante il lockdown, saremo negli studi ad adempiere al nostro dovere di commercialisti. Ai colleghi un Buon Ferragosto 2023 lavorativo all’insegna del divieto di ferie.