Il PNRR strategico per le sorti della Sicilia

Il PNRR strategico per le sorti della Sicilia

Oggi più che mai i fondi del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) assumono un valore strategico per le sorti dell'economia siciliana che è uscita sfiancata dalla crisi economica scatenata dalla pandemia “che ha fatto arretrare il volume del Pil siciliano al livello del 1986” (secondo i dati dell’Istat e dei Quaderni bianchi della Banca di Italia). Nel 2020 infatti l’Isola ha perso l’8,2 per cento del Prodotto interno lordo, a fronte dell’8,9 per cento perso a livello nazionale. Il rimbalzo del 2021 è stato del 5,2 per cento, contro il 6,2 per cento del resto del Paese. Nei prossimi anni, in ogni caso, il Pil continuerà a salire. Per il 2022 la Regione stima una crescita del cinque per cento, per il 2023 di quasi il tre per cento e nel 2024 del due per cento. Una ripresa strettamente legata all'esito e all'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza e alla nuova programmazione europea.

Sedici volte il piano Marshall
Nel Pnrr  ben192 miliardi la maggior parte dei fondi sono a prestito con bassi interessi e restituzioni nel 2058, e 70 miliardi sono a fondo perduto. Parliamo di 16 volte l’ammontare ricevuto con il piano Marshall e 20 volte più dei fondi ricevuti nella precedente programmazione europea. Una somma senza precedenti nella nuova programmazione europea 2021-2027: 1.800 miliardi di euro, di cui all’Italia sono destinati quasi 200 miliardi dal solo Piano nazionale di ripresa e resilienza. Questo per dare una dimensione e valore ai dati. Da mesi però la Sicilia si scontra però con la difficoltà nel presentare progetti che rispettino le linee guida imposte dall’Unione. Il rischio è che non  tutte le amministrazioni non siano pronte e non siano in grado di cogliere le opportunità del PNRR. Questa la ragione per cui occorre sostenere la capacità amministrativa degli enti locali siciliani, favorendo la velocizzazione di  procedure complesse propedeutiche alla realizzazione delle opere, attraverso il supporto di una task force di esperti. Questa azione può rappresentare un elemento strategico per migliorare i servizi offerti ai cittadini e le imprese e per realizzare nuove infrastrutture.

Superare i colli di bottiglia
La parola d'ordine è superare le criticità dovute a procedure troppo complesse, i cosiddetti “colli di bottiglia”, che spesso riguardano valutazioni e autorizzazioni ambientali, bonifiche, autorizzazioni nei settori delle rinnovabili, dei rifiuti, dell'edilizia e dell'urbanistica, degli appalti di lavori, in particolare nei beni culturali. I sindaci saranno i veri protagonisti della sfida del cambiamento insieme ad altri soggetti istituzionali coinvolti dovranno  rimboccarsi le maniche e lavorare senza perdere tempo perché la Sicilia non può permettersi di perdere i fondi del Pnrr, il treno epocale per lo sviluppo”.

Le risorse umane che mancano e il ruolo dei commercialisti
Tra le principali criticità, il personale insufficiente ma spesso anche inadeguato a gestire le procedure sempre più complesse e i collegamenti con i portali ambientali  Pnrr, alla Sicilia servono “strategia, collaborazione e progettisti europei”. In questo quadro, il mestiere del progettista, nel quale si può inserire anche il commercialista, può essere paragonato al direttore d’orchestra. Nei prossimi anni ci saranno altre opportunità importanti come Erasmus plus, Horizon e la  figura del progettista, è strettamente connessa a quella del sociologo, con un approccio multidisciplinare e di comprensione dei processi di innovazione. La competenza più importante è però la capacità di valorizzare le condizioni infrastrutturali del territorio, non solo quelle materiali ma anche immateriali. Reti di conoscenza e di collaborazione che sostengono progetti di innovazione. Il progettista conoscendo le economie del luogo riesce a mettere in risonanza con le risorse europee. Deve essere dotato di capacità analitiche, in particolare di contesti come quello siciliano. Altro aspetto fondamentale è legato al suo saper essere, lavorare in team diventando catalizzatore di collaborazione. Fare squadra è una parte importante della dimensione progettuale. Quindi non è soltanto chi individua il bando più giusto, ma il broker che mette in collegamento tutti gli attori. Queste le ragioni per cui è fondamentale non perdere l'opportunità del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Per evitarlo servono più esperti, con competenze da mettere subito al servizio di pubblico e privato, in sinergia. In questi scenari  si aprono opportunità significative per i professionisti che devono svolgere ruoli attivi mettendo a disposizione le loro competenze ed esperienze maturate al servizio di un progetto strategico per la Sicilia.